Trekking sul Pollino: La Coppola di Paola

La partenza è dalla località Piano Pedarreto, nei pressi del Rifugio Fasanelli (1368 mt. slm.) una grande radura prativa posta ai piedi dei ripidi versanti settentrionali di Coppola di Paola (distorsione del termine locale “Cupola”). Questo pianoro ed i boschi vicini, sono tra i protagonisti nel mese di giugno della festa dell’Abete, uno dei più importanti riti arborei della Basilicata, che celebra e simbolizza il matrimonio tra una pianta di faggio, prelevata dal Bosco Marolo in territorio di Rotonda ed una pianta di Abete bianco, trasportata dalle faggeto-abetine di Terranova di Pollino. Tra canti, balli, ed antichi riti, è una festa che sicuramente mantiene intatti i suoi valori ed i profondi significati originari. Seguiremo in discesa la rotabile per Rotonda, abbandonandola dopo poche centinaia di metri, a questo punto prenderemo a sinistra la strada forestale che supera in discesa il Fosso Sambucoso (1342 mt. slm.); qui sui versanti che scendono dalla Timpa dell’Orso, potremo già ammirare molti grandi faggi d’aspetto monumentale ( la leggenda narra dell’avvistamento di due orsi sulla sommità di questa parete rocciosa, mito a parte, il toponimo testimonia dell’antica presenza di questo plantigrado sul Pollino, almeno fino all’età medioevale). Dopo alcune centinaia di metri in leggera discesa, riprenderemo a salire raggiungendo la bella Fontana di Ermite o dell’Eremita (1302 mt. slm.) all’inizio del pianoro omonimo, qui la grande radura è punteggiata da Ginepri comuni e tutt’attorno la foresta di faggio domina in maniera suggestiva (da notare che la fontana fino a pochi anni addietro, era ricavata in un bellissimo tronco di faggio, ora purtroppo sostituito da una vasca in cemento). Superata la sorgente, la strada salirà in maniera più decisa e, rientrando nel bosco, la pendenza diventerà notevole, fino ad arrivare al Passo della Tavolara (1458 mt. slm.); interessante quest’altra località, il cui nome sta ad indicare il luogo dove una volta si prelevavano gli alberi per ricavarne, appunto le tavole, per i più diversi scopi, sfruttando l’antico uso civico del bosco. Raggiunto il valico, inizieremo a scendere verso il Piano di Marolo (1432 mt. slm.) una radura boschiva utilizzata per il pascolo bovino e racchiusa nella faggeta (nel bosco ai piedi del pianoro c’è l’omonima fontana ed interessante è lo stagno circondato da carici e giunchi in corrispondenza di una depressione, e nel quale in primavera c’è una bella fioritura di Ranuncolo acquatico). A questo punto abbandoneremo la strada forestale, per seguire un ripido sentiero appena accennato nella faggeta che s’inerpicherà sui versanti orientali dei Cozzi dell’Anticristo; una volta giunti al valico (1502 mt. slm.) e girando a sinistra, intraprenderemo la parte più impegnativa, ma anche più interessante del percorso, con una serie di saliscendi che ci condurranno dopo 2 km a Cozzo Ferriero (1805 mt. slm.) e dopo un altro chilometro circa alle due cime di Coppola di Paola (1919 e 1909 mt. slm.). Lungo questo tratto selvaggio e quasi privo di sentiero, ammireremo la bellezza quasi primordiale delle faggete semi-naturali di questo angolo solitario e poco conosciuto del parco, dove ogni tanto si apriranno degli affacci panoramici sul versante calabro, con suggestive vedute sulla Piana di Campotenese, l’Orsomarso ed il Golfo di Sibari. Lungo il crinale, la copertura forestale sarà interrotta da piccole ma belle radure (alcune con doline) dove sono presenti grandi faggi abbattuti dal vento che non faranno altro che accentuare la bellezza primitiva dei luoghi che stiamo attraversando (Wilderness! Natura selvaggia!). Dopo un primo tratto di crinale interamente nel bosco, con due punti panoramici sulla Piana di Campotenese, ne seguirà un altro lungo il Cozzo Ferriero (composto da diverse cime più che da una vera e propria vetta) ed una volta arrivati al punto più alto, ci attenderà una ripida discesa verso una sella (1735 mt. slm.) e quindi il ripido sentiero nella bassa faggeta che ci condurrà verso i primi prati della Coppola di Paola e poi in vetta, tra rocce, ginepri e gli ultimi faggi. Dalla sommità della montagna, potremo godere di un ampio panorama, tra i più belli del Pollino, con ben visibili quasi tutte le principali cime del settore centro-occidentale, assieme ad altre montagne del parco. Dalla vetta più bassa inizieremo a scendere in direzione del versante opposto rispetto a quello da cui siamo saliti, puntando verso una depressione in primavera occupata da un piccolo nevaio, quindi attraverseremo una serie di radure nelle quali si aprono alcune splendide doline dalla perfetta forma circolare; il sentiero correrà lungo il fondo di un’incisione e nell’ultimo tratto, rientrando nel bosco, se ne allontanerà, divenendo però maggiormente visibile e trasformandosi in un tracciato più comodo e percorribile, fino a immettersi sulla strada che proviene da Piano Ruggio, in corrispondenza del Colle del Dragone (1606 mt. slm.). Attraversata la rotabile, continueremo a perdere quota, ed uscendo dalla faggeta, giungeremo al Piano della Caballa, un piccolo pianoro ai piedi del Timpone di Viggianello e del Timpone della Capanna, nell’estremo lembo sud-ovest di Piano Ruggio e tutt’intorno i ripidi versanti dei due timponi, colonizzati da molti giovani e vigorosi pini loricati. Dopo aver superato alcuni piccoli fossi che confluiscono verso il fondo del pianoro, ci dirigeremo in salita verso la parte alta del Piano Ruggio vero e proprio, e di qui, seguendo la strada asfaltata, copriremo gli ultimi 500 metri che ci separano dal Rifugio De Gasperi (1535 mt. slm.) accompagnati dalla solennità delle cime circostanti (Serra del Prete, Monte Grattaculo, Timpone della Capanna, Timpone di Viggianello e la stessa Coppola di Paola).  (Di Adriano Castelmezzano)

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