..alla vigilia della festa!

(Anno 2005: Carro trionfale in Cattedrale By Angioletto)

Beh, anche quest’anno ci siamo, la festa tanto attesa dai Materani è arrivata. Tra poche ore si comincia, io ormai non la vivo più come quando ero ragazzino con le corse contro i fuochi d’artificio alla processione dei pastori, le pazzie alle giostre, le sguazzate tra le bancarelle e le risate in faccia agli ambulanti armati di megafono e voce degna di Roberto Da crema!! : - ) Per non parlare dei tanti palloncini che i giocattolai vedevano scoppiarsi come per fatalità davanti ai loro occhi e guardarsi intorno infastiditi per cercare i colpevoli….ma infondo era impossibile…oltre ad un buon nascondiglio avevamo anche un ottima mira!!! :-p

Una cosa che, ahime, non ho mai fatto è stato assaltare il carro trionfale…ma chi conosce bene la festa ne comprenderà sicuramente le ragioni : - )

Probabilmente l’unica cosa che è rimasta invariata negli anni è il momento dei fuochi d’artificio che a fine serata illuminano (e incendiano) il suggestivo scenario delle murge per più di mezz’ora. E’ li che dopo una stancante giornata ci si riunisce e tra una birra e l’altra, si gode l’ultimo spettacolo.

Ora il mio ruolo è passato da protagonista a spettatore, ma va bene anche così…Domani da buon foto reporter cercherò di fotografare i momenti più salienti della festa per condividerli, tramite il blog, con chi per vari motivi non può esserci.

Vi lascio con un breve cenno storico della festa di Maria SS della Bruna.

A presto : - )

La Festa della Bruna tra il sacro e il profano
Per il suo genuino impasto di Sacro e Profano, per il veemente e sincero sentimento popolare che esprime insieme alla tradizionale emotività devozionale, per il colore dei cavalieri e il frastuono delle bancarelle, per l’ impetuoso assalto al Carro Trionfale e la fantasmagoria dei fuochi pirotecnici, la Festa della Bruna è, probabilmente, tra le feste patronali più suggestive – oltre che più antiche – di tutto il meridione.
I festeggiamenti in onore della protettrice della Città si svolgono il 2 luglio, giorno della Visitazione di Maria Santissima a Santa Elisabetta. La festa della Visitazione nel calendario liturgico fu introdotta il 28 aprile del 1386 dall’Arcivescovo di Praga Giovanni Jenstein, cancelliere dell’Imperatore Venceslao IV, che si adoperò con ogni mezzo per la sua diffusione fuori dalla diocesi di Praga. Ufficializzata nel 1389 da Bonifacio IX, successore di Urbano VI, già Vescovo di Matera, si diffuse in tutto l’occidente col Giubileo del 1390.
La festa comincia all’alba del 2 luglio, quando si celebra “la Processione dei pastori”. Il corteo attraversa gli antichi rioni; poi nel pomeriggio ha luogo la “Processione dei contadini”, che accompagna la statua della Madonna dal rione Piccianello fino in Cattedrale su un Carro Trionfale di cartapesta, simbolo di potere, scortato da Cavalieri in costume allegorico. La festa raggiunge il culmine quando, deposta la statua in Cattedrale, il carro ridiscende in Piazza Vittorio Veneto, per essere distrutto dalla folla esultante. Il momento della distruzione del Carro, che viene perciò ricostruito ogni anno, rappresenta certamente l’evento di maggior richiamo di tutta la celebrazione, per il suo significato antropologico di rituale rinnovamento, di eclatante dissipazione delle risorse, di scatenamento emotivo, di periodico e legalizzato affronto agli emblemi del potere, aspetti così affascinanti e tipici della cultura popolare di ogni tempo e luogo. Chiudono la festa, a notte fonda, i caratteristici fuochi pirotecnici che illuminano i Sassi e la Murgia Timone.

Da percorsiguidati.it