Trekking sul Pollino: Il convento di Colloreto

Davvero una bella escursione quella di ieri sul parco del Pollino. Partendo da Colle dell’impiso siam passati dal colle Gaudolino per poi arrivare al convento di Colloreto. Un tragitto che in parte gia conoscevo ma sempre pieno di sorprese! Boschi, sorgenti, torrenti, cascatelle…paesaggi mozzafiato..questa è la nostra terra, peccato che spesso non viene valorizzata abbastanza!

In occasione di questa escursione ho portato con me il nuovo obbiettivo Canon EF 75-300 f/4-5.6 III USM ultrasonic per la mia 350D. E’ davvero divertente riuscire a fare foto come realmente vorresti e, nonstante la mia poca esperienza nel campo, fare foto che finalmente piacciono anche a me! :)

Di seguito una breve descrizione dell’escursione a cura dell’associazione Falco Naumanni

DESCRIZIONE

La montagna è uno spazio appartato dove da sempre l’uomo ha cercato rifugio per dedicarsi al cammino dello spirito. Anche sul Pollino sono sorti in passato luoghi di preghiera, come monasteri, conventi e santuari. L’itinerario del Falco Naumanni propone questa volta di visitare i resti del convento di Colloreto.
L’escursione ha inizio a Colle dell’Impiso (mt. 1573) per scendere, attraverso una strada sterrata nella faggeta, ai Piani di Vacquarro (mt. 1450), dove scorre il torrente Frido. Si segue il sentiero per circa trecento metri per poi imboccare a destra l’altra sterrata che conduce fino a Colle Gaudolino (mt. 1684), procedendo per circa tre chilometri nel bosco fitto di faggio interrotto da qualche radura.
Colle Gaudolino è in effetti un valico tra la Basilicata e la Calabria. Questo percorso era nel passato la strada più corta, e perciò trafficata da tarda primavera ad autunno inoltrato, che consentiva gli scambi tra le Valli del Frido e del Mercure a quella del Coscile. Oltre a costituire un’importante via di transito per la transumanza tra il Pollino e la Piana di Sibari, era percorsa a piedi dai fedeli che si recavano in pellegrinaggio a Madonna di Pollino.
E’ il punto più alto del percorso, a cavallo tra  l’imponente mole di Serra del Prete e il Monte Pollino, dall’alto delle cui pareti rocciose si affacciano maestosi  numerosi pini loricati.
Al limitare del pianoro, dove pascolano mandrie di mucche e cavalli, il sentiero si immette nel bosco e inizia subito la discesa. Si percorre la lunga e, a tratti, impervia mulattiera denominata "Scala di Gaudolino", che porta fino a Morano. Il sentiero, oltre che ripido, è anche sdrucciolevole ed occorre fare molta attenzione per non scivolare.
La faggeta cede a poco a poco il passo ad una vegetazione più varia, fatta di specie che crescono ad altitudini meno elevate, come aceri, agrifogli, ginepri, fino ai lecci, ai biancospini, ai rovi e alle ginestre. Uno degli aspetti più interessanti dell’escursione, infatti, è proprio l’attraversamento di fasce differenti di flora poiché si scende rapidamente di circa 800 metri di quota!

Sempre nel fitto del bosco, si lascia la “Scala di Gaudolino” per uno stretto sentiero che scende a destra e permette di attraversare il vallone Colloreto. Si incontrano lungo il cammino alcune sorgenti dalle acque fresche e buonissime da bere, tra cui la sorgente della Serra e la sorgente Tufarazzo. Quest’ultima si trasforma poco più avanti in una spettacolare cascata che termina il suo salto su una roccia ammantata di verdi muschi.

Si giunge ai resti del convento (mt. 906), che sorge su una collinetta dominante la valle del Coscile, a ridosso di Serra del Prete e del Pollinello. I frati scelsero questo luogo perché silenzioso e lontano dal mondo. Non avrebbero mai immaginato che proprio sotto le fondamenta della loro casa avrebbero un giorno sfrecciato senza pausa veloci e rumorose automobili. Proprio sotto la costruzione corre infatti l’autostrada A3 Salerno – Reggio Calabria.

IL CONVENTO

A qualche chilometro da Morano, immerso in grandi boschi di elci e faggi, ai piedi del massiccio del Pollino, in prossimità dello svincolo autostradale per la cittadina calabrese in provincia di Cosenza, sorgono i ruderi del grande convento degli agostiniani di Colloreto. Fu costruito nel 1546 dal Beato Bernardo da Rogliano, forse sui ruderi di un edificio più antico.
Il cenobio poté godere della protezione di molti nobili del luogo tra cui la principessa Erina Kastriota Skanderbeg, moglie del feudatario Antonio Sanseverino. La Congregazione degli Eremitani di Colloreto, divenuta molto potente, fu soppressa una prima volta nel 1751, per finanziare la costruzione del Real Albergo dei Poveri a Napoli; riaperto l’anno seguente, il convento venne definitivamente chiuso nel 1809 con le leggi francesi.
In seguito a questi eventi, le prestigiose opere d’arte custodite nella chiesa dei Colloretani confluirono nelle chiese di Morano, dove sono rimaste e da quel momento il complesso divenne una vera e propria cava di materiali che lo ha ridotto nelle condizioni attuali, che permettono di riconoscere solo la chiesa sul cui muro terminale si partono tre nicchie, la bella torre campanaria rotonda e le stalle.

4 Commenti per “Trekking sul Pollino: Il convento di Colloreto”

  1. Veronica ha Scritto:
    24 settembre 2007 alle 23:29

    belle le foto,come ti ho detto notavo la differenza…a parte che finalmente sono tutte dritte … ^_^ … dai scherzo mi fa piacere che stia migliorando in questa bella passione. Inoltre è interessante leggere dell’escursione, è proprio vero che non si valorizza molto il territorio..quindi,voi ke fate escursioni,godetevelo!

  2. Feliciano Della Mora ha Scritto:
    31 maggio 2010 alle 17:05

    Sai quale può essere l’origine del nome Colloreto?
    Può aver a che fare con il termine latino “corylus” = nocciolo?
    Grazie per l’informazione.

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